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AFRICASPORT - L'incredibile storia di Masahudu Alhassan

AFRICASPORT - L'incredibile storia di Masahudu Alhassan

Gioca nella primavera del Genoa e fino a 4 anni fa non giocava nemmeno a calcio. Ora è stato convocato per la Coppa d'Africa dal Ghana.

Vi presento Sooliman Ernest Rogie

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La musica acustica offre sicuramente, e questa è una mia opinione, un'emozione superiore rispetto a musiche eseguite con interventi tecnici e tecnolog...

Il Sahel affamato

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Il Sahel è una zona particolarmente vulnerabile, soggetto com'è a cicli di crisi alimentari e nutrizionali. E il 2012 non si preannuncia sotto buoni ...

Pape Diouf: “E' illusorio parlare di calcio professionistico in Senegal”

Pape Diouf: “E' illusorio parlare di calcio professionistico in Senegal”

L'ex presidente dell'Olympique di Marsiglia non è andato per il sottile. E' formale, è una chimera parlare di calcio professionistico in Senegal. Ha f...

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Questa è una comunicazione che potrebbe interessare tutti i cineasti che provengono dall'Africa francofona subsahariana.
Dal 5 al 22 gennaio, Istanbul modern cinema presenta un focus intitolato "Afrika!" dedicato alla produzione cinematografica africana, una produzione relativamente nuova (il Cinema arriva nel continente circa cinquant'anni fa) ma ricca dal punto di vista estetico e interessante per le storie raccontate.
Si parla di "gastarbeiter" nel film Almanya – La mia famiglia va in Germania. Chi è un "gastabeiter"? In lingua tedesca è un lavoratore ospite, un lavoratore straniero.
Da una parte un cantante di fama mondiale, dall'altra un ex prigioniero politico, saldamente al comando dal 2000. Il primo è Youssou N'Dour, il candidato di «Fekke Maci Boolé» (io mi impegno in lingua wolof), creatore di Future medias, un impero mediatico degno di un Silvio Berlusconi tropicale. L'altro è Abdoulaye Wade, 86 anni suonati, l'uomo che in barba alla Costituzione si ripresenta per la terza volta agli elettori, a cui spera di appioppare in futura, anche il poco amato primogenito, Karim, oggi superministro dell'esecutivo targato Pds (Partito democratico senegalese, centro). Poi ci sono il direttore di un giornale, Abdou Latif Coulibaly, a capo di Bennoo Alliance 2012, un movimento popolare nato in opposizione a Wade, Moustapha Niasse, leader dell'Unità per la dignità del Senegal e Alioune Tine, leadar morale dell'M23, il gruppo di giovani che ha più contestato la mossa dell'attuale presidente del Senegal. Questa è l'istantanea della corsa alla presidenza del Paese della theranga, dell'ospitalità in lingua wolof. La resa dei conti è prevista per il 26 febbraio, giorno del primo turno delle elezioni. Più l'appuntamento si avvicina, più l'atmosfera politica si surriscalda. Il Paese, finora, è sempre riuscito a garantire passaggi di potere senza spargimenti di sangue.
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Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.