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di PAP e PAGI
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Lunedì 08 Febbraio 2010 16:08 |
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di Jean-Pierre Piessou
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:19 |
Adieu. Questa è una considerazione ma anche un triste saluto che io e i miei connazionali e co-continentali africani indirizziamo a questo luogo, a questo topos dell'Italia del Sud che è Rosarno. Un saluto triste ma sentito dal profondo del cuore colmo di dolore dopo tre giorni di rivolta e di battaglia. Ma non esiste solo Rosarno in Calabria. Ci sono altri luoghi calpestati dai piedi e soprattutto dalle mani dei cittadini africani giunti in Calabria per bisogno, necessità e persecuzione.
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Le arance della ‘ndrangheta |
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di Cristina Lo Nigro (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:27 |
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Con una mano colpisce il tavolo, mentre da "testardo comunista" come si definisce, Francesco Forgione parla della dimensione extragiudiziaria ed extrapenale che la lotta alla mafia deve assumere. «Perché - dice - non tutto è pena», e il contrasto alla cultura mafiosa deve passare per una rieducazione sociale. Nel suo ultimo libro, Mafia Export, l'ex presidente della commissione parlamentare antimafia - quarantanove anni di cui venti spesi sul fronte della lotta alle mafie - ha disegnato la prima mappatura globale della criminalità made in Italy, segnalando le presenze di clan 'ndranghetisti, camorristi e siciliani nelle capitali del pianeta.
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Senza immigrati c’è Blacks Out |
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di Cristina Lo Nigro (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:34 |
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La fantasia, questa volta, non è lontana dalla realtà. Il giorno senza immigrati immaginato da Vladimiro Polchi, nel suo Blacks out. 20 marzo, ore 00.01, un giorno senza immigrati (Laterza 2010), potrebbe davvero coinvolgere le nostre vite. Se solo, il prossimo primo marzo, i quattro milioni e mezzo di immigrati presenti in Italia decidessero di non andare a lavorare, per protestare contro un paese che non ne riconosce il valore, nonostante la comunità contribuisca per il 9,7% al Pil nazionale.
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Un ufficiale di frontiera e il ricordo della Vlora |
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di di Cristina Lo Nigro (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:38 |
Ferma nel porto di Bari, l'otto agosto del 1991, la nave Vlora è quasi un eroe: un relitto di storia umana che il ricordo e le istantanee dell'epoca caricano di simboli. La Vlora è il piccolo mercantile e, insieme, il grande ventre che, resistendo all'orda umana, ha accolto ventimila albanesi che hanno raggiunto l'Italia. undefined
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Bunia, nel Congo disperato dei cercatori d’oro |
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di Raffaele Masto (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:44 |
Volare sulla regione dei Grandi Laghi, nel cuore dell'Africa, è uno spettacolo impagabile. È la stagione delle piogge e il piccolo Cessna si tiene basso per evitare di penetrare nei minacciosi ammassi nuvolosi. Un'occasione per ammirare un paesaggio che sembra appena uscito dalla creazione: sotto la carlinga del piccolo velivolo scivolano uno dopo l'altro i grandi laghi incastonati nella spaccatura geologica del Rift: l'immenso Lago Vittoria, il Lago Alberto, il Lago Edoardo, il Kivu e infine a sud Il Tanganika. Le loro acque di un blu intenso sono sovrastate dall'imponente massiccio del Ruwenzori e dalla catena vulcanica dei Virunga. Una regione mitica percorsa due secoli fa da temerari missionari e avventurosi esploratori alla ricerca delle sorgenti del Nilo.
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Haiti, questa sconosciuta |
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di Paola Ghinelli
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:13 |
Tutti sappiamo del terremoto che ha devastato Haiti, ma molti di noi non sanno null'altro di questa mezza isola. Perché in Italia non si parla mai di Haiti? La risposta è complessa. Di certo mancano a tutti noi le conoscenze di base per capire quali conseguenze possa avere una catastrofe naturale in un Paese come questo.
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di Paolo Massa (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:25 |
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A Rosarno, in Calabria, è dal 1992 che gli immigrati stagionali, da ottobre a febbraio impegnati ogni anno a raccogliere arance nella piana di Gioia Tauro, subiscono violenze, estorsioni e rapine. A raccontarlo è il libro curato da Antonello Mangano, Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l'Italia, edito da Terrelibere.
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Locride, l’altra Calabria dei migranti |
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di Fabrizio Aurilia (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:32 |
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Il vasaio di Kabul, la vetraia rumena, l’artigiano di Caulonia si ritrovano alla Festa dei Rom di Riace. Tra le solite arretratezze e i ricatti della ’ndrangheta la solidarietà diventa metodo per la crescita di un’intera regione.
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di Lorenzo Bagnoli (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:37 |
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«Esistono notizie che hanno la disgrazia di confondersi, di diluirsi nel tempo, di perdere in qualche modo la propria forza. Così a volte gli archivi dei giornali non sono più i luoghi della memoria ma i sepolcri delle tragedie dimenticate». Giovanni Maria Bellu, oggi condirettore dell’Unità, nel 2001 scoprì, come inviato di Repubblica, che a Portopalo, paese nella punta sud della Sicilia, si conosceva il luogo dove riposava il relitto del naufragio del Natale 1996.
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Kadim, il “clandestino” che non può essere espulso |
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di Lorenzo Bagnoli (Milano, Italy)
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Lunedì 08 Febbraio 2010 23:42 |
Khadim ha 41 anni e da otto vive e lavora vicino Napoli. Dal 5 gennaio è rinchiuso nel carcere di Civitavecchia e ci resterà per sette mesi. Il reato di cui è colpevole consiste nel non aver ottemperato al decreto di espulsione a suo carico. L’arresto è avvenuto a Fiumicino, dove stava per salire su un aereo con destinazione Dakar.
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La tratta delle donne nigeriane in Italia |
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di Isoke Aikpitanyi (Aosta-Benin City)
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Mercoledì 21 Ottobre 2009 09:32 |
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foto PAGI
Sono nigeriana, sono stata migrante, clandestina, vittima della tratta e vedo la violenza in modo diverso dalle donne italiane, europee, occidentali. Come è successo a me, tutte le donne nella mia situazione subiscono la prima violenza da altre donne, le maman, le sfruttatrici. Ma subiamo violenza anche dalle nostre famiglie che ci sacrificano, fanno finta di non sapere cosa ci succede, ci chiedono continuamente soldi. Così paghiamo un debito di 100 mila euro ai trafficanti che ci hanno portate in Europa, e un altro debito alla famiglia. Oltre a tutto ciò c’è poi la violenza maschile a servizio delle maman, per minacciare, picchiare o uccidere quelle che disobbediscono.
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