Nasce Mixa, magazine multiculturale milanese PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Billeci, Milano (Italy)   
Mercoledì 09 Dicembre 2009 17:35
invitoMixaMixare il Katra e la crisi di Gaza, il rap marocchino e i cognomi della brianza. La scommessa di Mixa, nuovo periodico multiculturale in uscita da gennaio, è offrire uno spazio di confronto tra le culture degli stranieri residenti nel nostro Paese e gli italiani aperti al dialogo.

Quello dei media multiculturali è un mercato in continua crescita. Dai primi esperimenti alla fine degli anni '90, intesi più che altro come strumenti di servizio, si è arrivati a un'offerta molto differenziata nei contenuti e nei mezzi di diffusione. Mixa si inserisce in questo panorama con una prospettiva ancora poco esplorata: non è un giornale in lingua, come quelli del gruppo editoriale Stranieri in Italia, non è una testata settoriale, come Metropoli, il supplemento domenicale di Repubblica.

I creatori puntano a realizzare un periodico che possa essere letto allo stesso modo da stranieri e italiani, dove si trovano notizie specifiche per i migranti, ma anche news sull'Italia e sulla cultura e società delle terre d'origine dei lettori. Un mezzo per favorire l'integrazione in risposta alle manifestazioni xenofobe e alle spinte razziste di cui ogni giorno siamo testimoni, come si legge nella presentazione.

Mixati saranno anche i contenuti con uno sguardo che si concentra su Milano e si allarga all'estero, per raccontare luoghi ed eventi trascurati dal mainstream dei media. Mixata sarà la redazione, dove lavoreranno insieme italiani e stranieri «scelti non in base alla provenienza, ma alle capacità», assicura la direttrice Ginevra Battistini. Mixati infine i media di supporto: un sito web, aggiornato ogni settimana, e una rivista free-press distribuita in trentamila copie per tutta Milano. Una soluzione adottata per raggiungere meglio i migranti, tra i più assidui lettori della stampa gratuita.

Il progetto online partirà a gennaio prossimo e nello stesso mese dovrebbe uscire anche il primo numero della free-press, per cui si stanno cercando gli ultimi finanziamenti. «Mentre il mondo dell'editoria è ancora in ritardo - spiega la direttrice - gli investitori pubblicitari hanno capito il potenziale acquirente degli immigrati. Abbiamo contatti con compagnie telefoniche, banche, catene di supermercati». Gli stessi sponsor, insomma, di una rivista classica».

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