| Le Monde ed El Pais censurati in Marocco |
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| Scritto da Fabrizio Aurilia, Milano (Italy) | ||||||
| Mercoledì 09 Dicembre 2009 17:40 | ||||||
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Ora è la volta di El Pais, colpevole di aver ripreso le vignette in un articolo riguardo la libertà di stampa ed espressione in Marocco. Domenica scorsa le copie dell'edizione locale del quotidiano spagnolo sono rimaste nelle stive dell'aereo. Il portavoce del governo aggiunge: «Non abbiamo nulla contro El Pais e Le Monde, ma non permettiamo attentati alla monarchia. Non si obbliga nessuno ad amare questo paese ma almeno a rispettarlo». Non è la prima volta che in Marocco le libertà di stampa ed espressione sono messe in ombra, benché nell'ottobre dello scorso anno Rabat abbia sottoscritto un accordo con l'Unione Europea in cui si impegna a rispettare i diritti democratici in materia. E' dall'estate infatti che le autorità marocchine si dimostrano più severe nei confronti della libera stampa. Il 26 ottobre sono stati condannati Ali Anouzla, il direttore del quotidiano Al Jarida Al Oula, e la giornalista Bouchra Eddou per aver commentato un comunicato della famiglia reale che informava di un problema di salute del re Mohammed VI. Le pene sono poi state cnvertite in sanzioni pecuniarie. La svolta autoritaria della monarchia marocchina è oggetto di critiche dalla Federazione delle associazione dei periodici spagnoli (Fape), che ha condannato la censura nei confronti di El Pais, considerando «deprecabile l'atteggiamento censore del ministero della Comunicazione marocchina» e avvertendo del «pericolo di minacce al pluralismo dell'informazione in Marocco».
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Le copie del quotidiano frncese con la vignetta incriminata sono state bloccate all'aeroporto giovedì 22 ottobre e la distribuzione del giornale è stata interdetta per i tre giorni seguenti. Il disegno del vignettista francese Jean Plantu raffigura una stilizzata caricatura che allude, senza citarlo apertamente, al re Mohammed VI. Il vignettista denuncia a sua volta il processo in corso contro il collega marocchino Khalid Gueddar, che «ha osato ritrarre la famiglia reale marocchina», e precisamente il cugino de re Moulai Ismail. Il caso riguarda una caricatura apparsa sul quotidiano Akhbar Al Youm alla fine di settembre, che aveva spinto Rabat a decidere la chiusura provvisoria del giornale.
L'Unione Europea ha fatto sapere che l'avanguardia del Marocco tra i paesi arabi nel campo della libertà di stampa è la condizione essenziale per il mantenimento dei buoni legami e che le «preoccupanti violazioni in questo campo potrebbero incidere negativamente sui rapporti bilaterali».