Che razze di italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianguido Pagi Palumbo   
Giovedì 01 Aprile 2010 14:42

Nell'Italia del 2010, soprattutto dopo le ultime elezioni regionali e locali, osiamo una provocazione. Potremmo provare a classificare la popolazione italiana in cinque gruppi con proprie origini culturali-socio-politiche, distribuiti su tutto il territorio nazionale, e che reagiscono in modi diversi al fenomeno migratorio e all'aumento della presenza straniera nel nostro Paese. Non pensate che sia solo una semplificazione: per quanto banale, vorremmo contribuire a entrare nel dibattito sul tema. Un tema vivo, importante, molto delicato. 

Dicevamo, nell'Italia del 2010 potremmo individuare italiani di cinque specie diverse:

  1. Razzisti effettivi, espliciti, soprattutto nel Nord "leghista". Ma non solo.
  2. Intolleranti espliciti , non razzisti, di formazione e di appartenenza politica trasversale.
  3. Accoglienti di cultura cristiano-cattolica, moderati  e non.
  4. Disponibili di cultura riformista-socialista, ed anche di formazione e attività imprenditoriale
  5. Entusiasti di cultura "catto-comunista alternativa"

Ogni italiano, riconducibile a ciascuno dei cinque gruppi, ha le sue idee sulla risoluzione del problema immigrazione. Pur cui, a seconda della propria appartenenza gli italiani in questione tratterebbero gli stranieri/e  e gli immigrati/e secondo le tipologie seguenti: 

  1. da respingere
  2. da selezionare
  3. da aiutare
  4. da integrare
  5. da premiare

Ma è tutto qui? In realtà a noi piacerebbe che esistessero altri italiani. Un gruppo F, ecco. Vale a dire  italiani impegnati in cultura e politica e che valorizzino questi nuovi italiani/e considerandoli  come una delle componenti sempre più importanti e innovative del nostro popolo, con eguali doveri rispetto delle leggi ed eguali diritti essenziali definiti dall'Art. 3 della Costituzione. Vale a dire: cittadinanza, diritto di voto, assistenza sanitaria e sociale, istruzione, abitazione, lavoro. Tanto per non considerare la migrazione sempre e solo come un problema. O meglio, come "il" problema.

 
Commenti
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cristina   |93.48.147.xxx |2010-06-29 08:09:26
concordo in tutto, aggiungerei solo un'ultimo piccolo particolare: magari ci
piacerebbe anche ce ci fossero le condizioni perchè questi nuovo italiani si
possano fare avanti, valorizzarsi, da sè, senza stare ad aspettare che li
valorizziamo noi.
a me piacerebbe, più di ogni altra cosa.
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