Dopo un secondo festival tenutosi a Lagos nel 1977, l'Union Africain ha affidato a Wade il compito di organizzare la terza edizione che, dopo numerosi rinvii, è stata inaugurata il 10 dicembre allo Stadio Léopold Sédar Senghor con una ricca kermesse musicale. C'erano Youssou N'Dour, Angelique Kidjo, Ismael Lo, Baba Maal.
Gestito direttamente dalla figlia del presidente, soprannominata "madame wroum wroum" per la sua passione per i rally, il festival è stato accompagnato da polemiche e proteste. Una manifestazione troppo cara (si parla di 40 miliardi di franchi cfa, circa 60 milioni di euro anche se Wade ha precisato di averne spesi solo 5) per un Paese in grave crisi economica, con improvvisi aumenti dei prezzi e priorità sicuramente più urgenti che l'organizzazione di uno scintillante evento culturale.
I numeri ufficiali sono notevoli: 3200 ospiti provenienti da 50 paesi, 16 discipline artistiche rappresentate, ristrutturazioni e nuove costruzioni in tutta Dakar. Di fronte a tanta magnificenza la risposta dei senegalesi è stata però tiepida se non addirittura ostile. Tranne forse per i concerti organizzati alla Place de l'Obelisque, ubicata nel popolare quartiere di Colobane, il pubblico senegalese era scarso se non assente.
I quotidiani, ad eccezione de Le Soleil, giornale governativo e partner ufficiale del festival, riportavano ogni giorno notizie di proteste: scioperi e manifestazioni delle associazioni dei lavoratori per lo spreco di denaro pubblico, proteste dei professionisti della cultura non coinvolti nella programmazione del Festival, lamentele delle hostess non pagate, disorganizzazione cronica e mancata comunicazione degli eventi, sottile censura nei confronti dei giornalisti senegalesi accreditati al Festival.
Pur condividendo le critiche più che pertinenti non si può negare la ricca programmazione del festival che per venti giorni ha offerto la possibilità di assistere gratuitamente a spettacoli di teatro, danza, musica, mostre, convegni di alta qualità. Per concludere, al di là delle ambizioni personali del Presidente e del suo entourage, la presenza di artisti, giornalisti, intellettuali, professionisti della cultura provenienti da tutto il mondo è stata sicuramente un'occasione interessante di scambio e riflessione sul ruolo della produzione artistica e culturale dell'Africa e della diaspora.
Ecco per voi, l'itinerario scelto da Assaman, partendo da alcuni luoghi centrali del Festival
Village du Festival, Ngor
Il quartier generale del Festival ha accolto gli ospiti in colorati container attrezzati di bagni e aria condizionata. Fornito di mensa all'aperto con vista mare, era il luogo più popolare e divertente. Caratterizzato da un'atmosfera informale è stato palcoscenico di spontanei spettacoli di danza e teatro. La costruzione del villaggio che, nelle intenzioni del Presidente, verrà offerto agli studenti senegalesi, è stata accompagnata da molte polemiche. Pare che il re del Marocco si fosse offerto di costruire a proprie spese il villaggio a patto che fosse dedicato a suo nonno. Offerta prima accettata poi rifiutata. Risultato: il villaggio è stato pagato cash ad una società portoghese.
Biscuiterie
Ex fabbrica di biscotti ristrutturata per l'occasione, ha ospitato Modérnité + Résistence/ Aux Souffle du Monde, una mostra internazionale d' arte e design. Nonostante le numerose le opere esposte (pittura, scultura, videoinstallazione, design, fotografia) e la presenza di artisti importanti (Yinka Shonibare, Soly Cissé) la percezione è quella di un' accumulazione disomogenea senza un vero e proprio progetto curatoriale. Rimane la bellezza della location e la ricca programmazione degli incontri letterari.
Place du Souvenir
Suggestivo luogo interamente dedicato al cinema con il "dôme" (sala proiezione in una struttura gonfiabile), è uno spazio dedicato agli incontri con i registi e ad una esposizione en plein air di locandine di film senegalesi. Il ricco programma giornaliero non è sempre rispettato ma offre interessanti dibattiti: ad esempio, l'omaggio ai registi scomparsi (Sembene Ousmane, Djibril Diop Mambety, Youssef Chahine, Samba Felix N'Diaye) con gli interventi delle docenti universitarie Itala Vivan e Françoise Pfaff; le testimonianze di registi quali Mansour Sora Wade, Mama Keita, Wasis Diop, Laurence Attali; gli interventi di giovani aspiranti registi.
Il colloquio con la delegazione brasiliana (la regista e sociologa Raquel Gerber, il giovane regista Jeferson Dec) ha permesso di tracciare un'interessante panoramica sul cinema brasiliano dagli anni 60 ad oggi, confrontandosi con i giovani animatori di un cine club nella periferia di Dakar. Un dialogo tra giovani aspiranti registi e professionisti (Ousmane William Mbaye, Ben Diogaye Bèye, Albert Mendy, Maguette Salla, Ramatou Keita, Fanta Mady, Mama Keita) ha messo a confronto due generazioni. Infine, ha attirato un pubblico giovanile anche l'incontro con Danny Glover che ha raccontato il suo impegno nella produzione di film e documentari di registi africani.
Hotel Ngordiarama- L'Afrique des textiles
Sede delle iniziative legate alla moda, l'hotel ha ospitato una ricca mostra sui tessuti africani corredata da pannelli esplicativi sulle tecniche di tessitura, ricamo e tintura curata dall'antropologa Anne Grosfilley oltre ad alcune creazioni di rinomati stilisti quali Oumou Sy e Aissa Dione.
Il catalogo è on line: http://ws.fluidbook.com/voir_book/3684_91b0ea127837f4435e006a3e8f40aef1_1294135096/#14
Centre Culturel Douta Seck - Les musiques noires dans le monde
Sicuramente la mostra più interessante e ricca del Festival. Prodotta da Mondomix con scenografie dell'architetto brasiliano Pedro Mendes de Rocha è la base sulla quale si svilupperà il Centre des Musiques Noires che aprirà a fine 2011 a Salvador de Bahia (http://mondomix.com/blogs/centre-des-musiques-noires.php/Les-Parcours/). Un percorso interattivo che permette grazie a delle cuffie e ad uno smartphone di ascoltare e vedere le produzioni musicali dell'Africa e della diaspora. Dai monuments sacrées (tra i tanti Fela Kuti, Miriam Makeba, Nina Simone, Ali Farka Touré, Oum Khalsoum, Miles Davis..) alle tradizioni musicali del Continente si approda, attraverso un silenzioso tunnel che rintraccia la dolorosa traversata oltreoceano degli schavi, alle creazioni musicali afro-americane per terminare sui generi contemporanei.
Teatro Daniel Sorano
Rimesso a nuovo, appena in tempo per l'inaugurazione del Festival, lo storico teatro di Dakar ha ospitato la sezione teatro e danza. Vedi Les Ecailles de la Mémoire http://www.jantbi.org/spip.php?article100.
La compagnia senegalese di Germaine Acogny Jant -bi insieme ai danzatori americani di Urban Bush hanno presentato uno spettacolo di altissima qualità che, interrogandosi sul ruolo dell'identità culturale all'interno di una comunità, fa dialogare in una sintesi perfetta danza tradizionale e contemporanea, dramma e comicità.
Cahier d'un retour impossible
La compagnia Théatre de la Ruche della Guyane ha reso omaggio al testo di Aimé Césaire in una messa in scena dinamica (il pubblico sedeva sul palcoscenico) ed efficace. Il dolore di una madre per la partenza del primogenito per la Francia, gli aborti della moglie del fratello rimasto accanto alla madre, l'identità frantumata e dolente del figlio emigrato, il desiderio di amore e maternità della compagna francese. Pensieri lucidi ed emozioni strazianti incarnati da attori intensi ed essenziali. Les soldats inconnus Hommage aux tirailleurs sénégalais http://www.afrik.com/article10156.html
La Compagnia parigina "Graine de Soleil" insieme alla dakaroise "Guele Tapéé" in un racconto drammatico ma con sprazzi di amara comicità, racconta l'ultima missione di una pattuglia formata da cinque soldati provenienti da Mali, Senegal, Marocco, Algeria. Aspirazioni, paure, rabbia di giovani soldati che moriranno abbandonati in un'imboscata dal resto della compagnia. Le interviste video di alcuni tirailleurs aumentano l'emozione del pubblico. Le coeur des enfants léopards monologo dell'attore Ansou Diedhiou da un testo dell'autore originario del Congo Brazaville Wilfried N'Sondé (per intervista con l'autore http://www.afrik.com/article11755.html) è stato messo in scena da per la regia della Compagnia afrobelga Hipothésarts http://www.hypothesarts.be. E' il drammatico racconto di un ragazzo delle banlieus parigine che, ubriaco, commette un omicidio. Testo di dura poesia interpretato da un attore diplomato in recitazione a Dakar tornato per la prima volta in Senegal dopo 12 anni.
Musée Théodore Monod
Ristrutturato in occasione del Festival, il museo - fino a giugno polveroso tempio di antiquati diorama - ospita un'interessante mostra sull'apporto dell'Africa alla storia dell'uomo. Il famoso scheletro di Lucy, il cui vero nome è Dinknesh, prestato dall'Etiopia, il cranio di Toumai regalato dal Ciad, insieme ad altri reperti archeologici e una ricca collezione di oggetti antichi provenienti da tutta l'Africa, per rivendicare il ruolo della cultura africana nell'evoluzione della civiltà.
Université Cheick Anta Diop
La prestigiosa sede universitaria ha ospitato numerosi incontri letterari. Segnaliamo l'interessante incontro con Cheick Mbacké Diop sull'attualità dell'opera del padre, l'intellettuale Cheick Anta Diop. Grazie alle sue ricerche storiche, linguistiche e scientifiche riguardanti soprattutto l'Egitto e l'Africa precoloniale, Diop senior ha contribuito a riposizionare l'Africa nella storia
Le Meridien
Quartier generale degli ambiziosi forum sulla Renaissance Africaine, la Diaspora, il ruolo dell'Africa nella "gouvernance "mondiale ha ospitato intellettuali, scienziati, storici, economisti che hanno lanciato interessanti spunti di riflessione sul ruolo del Continente nell'era della globalizzazione.
Galerie National Joe Ouakam Retrospettiva
Curata dall'artista Wasis Diop e corredata da un catalogo e un da dvd testimonia il percorso artistico di uno dei principali animatori dei movimenti d'avanguardia senegalesi.








