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Martedì 20 Settembre 2011 19:37

Neri di Libia, embedded e vittime collaterali

Scritto da  Eyoum Nganguè
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E' già da più di sei mesi che la Libia brucia. Conflitto moderno e pulito in cui le immagini circolano con parsimonia: ogni tanto ci lasciano vedere qualche estorsione imputata ai sostenitori del colonnello in fuga, qualche corpo carbonizzato, degli edifici sventrati come se fossero situati nell'epicentro di un sisma. Ma niente o quasi è dichiarato sul piano statistico per ciò che riguarda il bilancio dei morti di questa guerra del petrolio.

Ma ciò che è sicuro è che le più grandi vittime di questa corsa agli idrocarburi siano stati i Neri. Neri di nazionalità libica (ce ne sono molti) e Neri venuti in libia in passato, per cercare fortuna.

Le testimonianze di vari di questi ultimi, rifugiati nei paesi limitrofi alla Libia, indicano che da dopo l'insurrezione di Bengasi, non stava bene essere neri. Sospettati di essere mercenari al soldo di Muammar Gheddafi, migliaia di Neri sono stati bersaglio delle truppe e dei sostenitori del CNT. Tra i bombardamenti ciechi degli aerei della Nato, i Neri venivano braccati, senza alcuna distinzione. Dai poveri immigrati fino ai veri soldati, non c'era posto per i negri.

Così ogni crociata dell'Occidente avrà conseguenze inattese: l'aumento della coltivazione e del commercio del papavero in Afganistan, le partenze in massa in esilio dei Cristiani  d'Iraq e il martirio dei Neri in Libia.

Last modified on Sabato 08 Ottobre 2011 21:09

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Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.

 

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