Italiano Deutsch English Francais Espanol Arabisch 
facebook

tongante

and 300x250

 

Quello che gli africani non dicono

Verso Expo 2015

Africa sport

Redazione

Abdoulaye Pap Kouma
DIRETTORE

Laura Silvia Battaglia
DIRETTORE EDITORIALE

Africa chiama Italia

Frecce

Diritto

I top della stagione 2012/2013

I top della stagione 2012/2013

Si sta avvicinando la fine della stagione calcistica europea. Un'annata nella quale sono emersi tanti talenti africani e si sono confermati ad alti li...

Cinque continenti, 90 film, un grande schermo

Cinque continenti, 90 film, un grande schermo

Al via a Milano la ventitreesima edizione del Festival del cinema africano, d'Asia e America latina. Quest'anno, occhi puntati sull'India, per i cen...

Virgem Margarida, un film racconta la storia dei campi di rieducazione del Mozambico

Virgem Margarida, un film racconta la storia dei campi di rieducazione del Mozambico

Un film in concorso a Milano al Festival di cinema africano, d'Asia e dell'America latina racconta un periodo della storia del Mozambico poco conosciu...

Senegal: 47 lottatrici contro la tubercolosi

Senegal: 47 lottatrici contro la tubercolosi

In Senegal la lotta alla tubercolosi è soprattutto un battaglia culturale. Ma con i giusti strumenti e grazie all'impegno di 47 donne, forse può esser...

  • I top della stagione 2012/2013
  • Cinque continenti, 90 film, un grande schermo
  • Virgem Margarida, un film racconta la storia dei campi di rieducazione del Mozambico
  • Senegal: 47 lottatrici contro la tubercolosi
Domenica 16 Ottobre 2011 15:52

DIRITTO E IMMIGRAZIONE- Revoca del permesso di soggiorno

Scritto da  Tiziana Giacalone
Questa è la prima uscita della rubrica di Tiziana Giacalone che affronta dal punto di vista economico-giuridico tutte le leggi e le sentenze che riguardano il mondo dell'immigrazione. Se volete, potete lasciare un commento oppure potete mettervi in contatto con l'autrice scrivendoci a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

giustiziaCASO: Il 13 maggio 1999 Mostafa viene arrestato per spaccio di droga. Il prefetto di Lodi nel 2006 ordina la revoca del suo permesso di soggiorno ma il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia boccia il provvedimento dopo il ricorso di Mostafa. Vediamo perché.

E' necessaria una valutazione specifica della pericolosità sociale del cittadino extracomunitario condannato per un reato e che richiede il rinnovo del permesso di soggiorno. Non può infatti operare il cosiddetto automatismo espulsivo previsto dall'art. 4, comma 3, del D.lgs. n. 286/1998 (Il Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) ogni qualvolta i reati per i quali è stata riportata condanna sono stati commessi anteriormente all'entrata in vigore della legge n. 186/2002 che ha modificato il Testo unico del 1998.

Lo stabilisce il TAR Milano nella sentenza n. 7728 del 28 dicembre 2010 che - conformandosi all'indirizzo consolidato del Consiglio di Stato tra l'altro con la sentenza n. 1888 del 2 aprile 2010 - ha annullato il provvedimento del Prefetto della Provincia di Lodi che rigettava il ricorso gerarchico contro la revoca del permesso si soggiorno precedentemente rilasciato al ricorrente.

Nel 2002 il legislatore "elenca" quei comportamenti penalmente sanzionati e particolarmente rilevanti sul piano sociale e per il mantenimento dell'ordine pubblico che escludono tassativamente l'ingresso dello straniero in Italia e tra questi vi sono anche i reati inerenti gli stupefacenti (reato commesso nel caso specifico di cui alla sentenza n. 7728/2010 del TAR Milano). Rispetto al D.Lgs. n. 286/1998 con la legge di modifica n. 186/2002 viene dunque meno il "potere" dell'amministrazione di valutare la pericolosità e la minaccia del richiedente il permesso o il rinnovo poiché è la legge che lo stabilisce, conferendo "valenza immediatamente ostativa ad una positiva valutazione in ordine alla permanenza nel territorio dello Stato, a comportamenti penalmente sanzionati, ritenuti di particolare rilevanza sul piano delle relazioni sociali e del mantenimento dell'ordine pubblico, a differenza di quanto era previsto nel testo della norma precedente alle modifiche del 2002 ove la valutazione della pericolosità e della minaccia era rimessa all'autorità amministrativa".

Nel caso specifico il cittadino extracomunitario richiedente il rinnovo del permesso di soggiorno era stato condannato per il reato di detenzione e cessione illecita di stupefacenti commesso il 13 maggio 1999 ( prima dunque dell'entrata in vigore della legge del 2002).

Pur trattandosi di un reato grave, il Collegio del TAR Milano ritiene di conformarsi "all'indirizzo consolidato del Consiglio di Stato secondo cui, in tema di rinnovo del permesso di soggiorno a cittadini extracomunitari, non può operare il cosiddetto automatismo espulsivo previsto dall'art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286 del 1998, come modificato dalla l. n. 189 del 2002, ogni qualvolta i reati per i quali è stata riportata condanna sono stati commessi anteriormente all'entrata in vigore della l. n. 189 del 2002, richiedendosi all'uopo una valutazione specifica della pericolosità sociale dell'interessato". Ciò che rileva per la giurisprudenza amministrativa è proprio la circostanza temporale: in caso di reati commessi prima dell'entrata in vigore di detta disposizione, l'autore del reato non era in grado di conoscere le gravi conseguenze derivanti dalla propria condotta".

Last modified on Sabato 03 Dicembre 2011 11:15

9 comments

<< Inizio < Prec. 1 2 3 Succ. > Fine >>

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.

 

Licenza Creative Commons
Assaman by Assaman Associazione Culturale is licensed under a Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported License.