Con queste parole si apre la Carta Mondiale dei migranti, redatta nel febbraio 2011 a Gorée. La scelta dell'isola di Gorée è simbolica perchè da questo luogo partivano gli schiavi verso gli altri continenti; è il luogo da cui è stata confiscata l'umanità. Stefania Ragusa – giornalista e scrittrice, da tempo sensibile al tema dei diritti degli immigrati – ha presentato la Carta presso Spazio Tadini, a Milano, il 27 giugno scorso: erano presenti anche rappresentanti del Comune (Paolo Limonta) e della Rete Primo Marzo, il movimento che ha organizzato il primo sciopero nazionale dei migranti lavoratori.
Il documento si propone di enunciare alcuni principi generali e fondamentali in relazione ai diritti che devono essere uguali per tutti e agli ideali da realizzare nella pratica. Ogni essere umano è coinvolto ( o dovrebbe esserlo) in questa logica perchè ogni persona è potenzialmente migrante oppure ha un conoscente, un amico, un parente, un collega che si è dovuto spostare da un Paese ad un altro.
All'interno della Carta sono da sottolineare alcuni punti che prevedono una riflessione urgente. Il primo: la libera circolazione, ovvero la libertà di scegliere la propria residenza. Il secondo: la cittadinanza come luogo di residenza e non più come nazionalità. Inoltre: la messa in discussione del concetto di Stato-Nazione perchè molti Paesi non hanno scelto le proprie frontiere per favorire gli interessi di altri, con la conseguente perdita della propria identità. E, infine, il principio universale secondo cui la terra appartiene a tutti: in Africa, ad esempio, "essere in salute" significa essere in armonia con se stessi, con gli altri e con la Natura.
La Carta mondiale dei migranti è un documento rivoluzionario perchè non ha firme in calce, ma è frutto di un lavoro che è partito dal basso, persona per persona (oltre che dalle reti e dalle associazioni). Per redigerla, ogni individuo ha avuto a disposizione 1 minuto per esporre il proprio pensiero e la propria proposta. Un solo minuto perchè bisognava avere già le idee chiare, senza perdere tempo. Si è creata, così, una scrittura chiara, collettiva e trasversale perchè la Carta appartiene a tutti coloro che hanno a cuore la difesa e la protezionedel luogo in cui viviamo.








