La manifestazione ha come scopo l'approfondimento delle relazioni tra fotografia e etica: come sostiene Eugene Richards, presente con le immagini della mostra intitolata War is personal, c'è una differenza tra fotografia "etica" e fotografia "impegnata". Quest'ultima racconta e documenta il reale, negli aspetti più complessi e spesso atroci. Ma la fotografia etica aggiunge a questo una riflessione sia dell'autore sia dello spettatore e, inoltre, presuppone un atteggiamento più attento ad opera di chi usa lo strumento tecnico. Il fotografo, infatti, deve sempre riportare ciò che vede e osserva, ma con delicatezza e sensibilità.
Segnaliamo, in particolare, due lavori proposti dal 19 al 22 maggio a Lodi. Il primo pone al centro il tema della miseria – la soglia oltre la povertà – ed è intitolato Il cibo non basta, a cura di Medici senza frontiere. Insieme al Pakistan molte nazioni africane, purtroppo: Somalia, Etiopia, Sudan, Niger...La mostra denuncia il problema della malnutrizione, ma fa conoscere l'esistenza sul mercato dei RUFT (Ready to Use Therapeutic Food), gli alimenti terapeutici pronti per l'uso che consentono di curare le forme di malnutrizione – e le conseguenti complicazioni – che colpiscono i bambini sotto i cinque anni. E ancora il continente africano protagonista della seconda esposizione Karamoja. Contrasti d'Africa di Fulvio Zubiani. Suggestive riprese in bianco e nero di una zona desertica dell'Uganda, perduta nell'altopiano a nord-est del Paese. La regione di Karamoja è molto povera: qui vige la poligamia e le donne hanno una media di 6-8 figli ciascuna. La quotidianità è messa a dura prova anche dalle condizioni climatiche e dalle incursioni dei predatori provenienti dagli Stati limitrofi, ma le fotografie rimandano a un'atmosfera magica, in cui gli Uomini sono immersi in una Natura rarefatta e potente, dove i loro gesti semplici ricordano la preghiera e i loro sguardi pretendono dignità.








