Italiano Deutsch English Francais Espanol Arabisch 
facebook

tongante

and 300x250

 

Quello che gli africani non dicono

Verso Expo 2015

Africa sport

Redazione

Abdoulaye Pap Kouma
DIRETTORE

Laura Silvia Battaglia
DIRETTORE EDITORIALE

Africa chiama Italia

Frecce

Diritto

Sabato 03 Dicembre 2011 17:08

La moda delle telenovelas

Scritto da  Elhadji Ibrahima Thiam
Rate this item
(1 Vota)
Risate, urla e pianti... Tutte le sere, le telenovelas sud-americane e indiane fanno vibrare il cuore dei senegalesi. Diffuse da quattro canali televisivi, invadono gli schermi e fanno la fortuna degli inserzionisti pubblicitari. Ai danni delle produzioni locali e, a volte, dei valori tradizionali.

Dalle 19, tutta la famiglia, eccetto il padre, si accalca in salotto davanti al televisore. In un mercoledì di inizio maggio, in una casa di Diacksao, nella periferia di Dakar, tutti attendono con impazienza Au nom de l'honneur, una telenovela messicana che va in onda su di un canale privato del posto. Quel piccolo microcosmo che divora con gli occhi lo schermo, non può impedirsi di fare commenti o imprecazioni man mano che sfilano le immagini. "Quella signora è veramente cattiva!", "Che Dio faccia che si ritrovino!", "Ben gli sta!" si sente ogni tanto. Trenta minuti più tardi, giusto dopo i titoli di coda, una delle ragazze si precipita sul telecomando per cambiare canale. Un'altra serie, Roman de la vie, è appena cominciata sulla Radiodiffusione televisiva senegalese (RTS), il canale pubblico.

Per tutta la sera, le ragazze di quella famiglia zapperanno così da un canale all'altro per vedere il maggior numero di serie possibile. "Vado pazza per quei film. Mi piace tutto: i personaggi, gli intrighi mirabilmente interpretati e i ragazzi sono bellissimi", dice Fatoumata Samb, la maggiore, maestra nella scuola pubblica del quartiere.

Da circa un decennio, i senegalesi hanno scoperto queste telenovelas dapprima sulla televisione pubblica e, da cinque anni, su tre dei cinque canali privati. Oggi, una decina di queste serie venute dal Brasile, dall'Argentina, dal Messico, dalla Colombia e da paesi asiatici come l'India, inondano lo spazio audiovisivo senegalese.

Un mercato redditizio

Comprati, forse, a prezzi molto alti dalle televisioni senegalesi (le cifre non sono disponibili), questi telefilm sudamericani occupano un posto importante nel loro palinsesto. È così che dal lunedì al venerdì, senza contare le repliche del pomeriggio, almeno tre telenovelas vengono trasmesse su ogni canale dakarese (RTS, 2STV, RDV e TFM). Tutte sono diffuse in prime time, nelle ore di grande ascolto, tra le 19 e le 20, giusto prima dei telegiornali. A partire dalle 22 poi, quei canali ne trasmettono ancora. Milioni di telespettatori le seguono, soprattutto donne. Quelle serie attirano quindi numerosi spot pubblicitari, pagati tra 300.000 e 500.000 Fcfa ogni 45 secondi, secondo il direttore dei programmi di uno di questi canali qualche anno fa al momento di una trasmissione televisiva. Per far venire gli inserzionisti, si fa a chi programma il più gran numero di telenovelas. Altri canali le trasmettono senza interruzione nel pomeriggio. La concorrenza tra loro è diventata spaventosa.

Quando i cuori si scuotono

Quelle storie emozionanti d'amore, di lealtà, di fedeltà o di tradimento fanno vibrare i cuori. "Questi film sono interessantissimi. Parlano d'amore, una cosa che riguarda in prima persona noi ragazze", riassume Aïda Guèye, studentessa all'università Chaikh Anta Diop di Dakar. Marième Sène, una liceale di 18 anni, confessa che sono i vestiti delle attrici a interessarla maggiormente e, aggiunge, "lo scenario che ci offrono è magnifico". D'altronde, l'anno scorso, certe signorine della capitale di erano messe a vestirsi come Vaidehi, l'eroina principale di una telenovela indiana dallo stesso nome che fece furore all'epoca.

L'attrice vi appariva spesso in abito sari, boubou tradizionale indiano. Certe ragazze sono così legate a quei telefilm che si mettono a volte a piangere o a provare collera guardando scene tristi, dimenticando di colpo il carattere immaginario della storia. "So che è una finzione, ma non posso impedirmi di esprimere le mie emozioni", riconosce Oumou Ndiaye, 20 anni.

Per la signora Thioye, quarantenne, operatore telegrafico in un giornale, guardare queste serie permette di evadere un po' e di smaltire lo stress. Ma si dichiara a volte scioccata dalle scene oscene e i troppi abbracci. Cosa criticata anche dal Conseil national de régulation de l'audiovisuel (CNRA) che non si stanca di ricordare nei suoi rapporti trimestrali che: "Le telenovelas uccidono la produzione nazionale... e i valori culturali tradizionali".

Istigazione alla dissolutezza?

Tuttavia, se queste serie sono molto apprezzate dalla popolazione femminile, non è così per molti uomini. È il caso di Mamadou Fall, maestro nella scuola Moustapha Khaly Ndiaye di Diacksao, nella periferia dakarese: "le telenovelas non riflettono le nostre realtà socio-culturali" e aggiunge: "sotto questo punto di vista sono poco educative per i nostri bambini". Quanto a Souleymane Sané, sessant'anni precisi, lui vede in questi film un'istigazione alla dissolutezza: "oltre che spingere le nostre figlie al libertinaggio, quelle telenovelas non insegnano niente di buono" tuona l'uomo con forza e convinzione.

Con l'avvento di queste telenovelas, non sono solo i valori tradizionali che hanno preso un sacrosanto colpo, ma anche le produzioni locali che sono così relegate in secondo piano. A titolo illustrativo, nessun canale televisivo del posto diffonde telefilm senegalesi che non siano degli sketch. Tutte cose che non sembrano preoccupare troppo le Senegalesi che, loro, continuano a dilettarsi a gran colpi di zapping con le serie sudamericane, messicane e indiane.

Traduzione di Barbara Ballardin

4 comments

<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.

 

Licenza Creative Commons
Assaman by Assaman Associazione Culturale is licensed under a Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported License.