
Un marocchino fa la storia del piccolo club. In un piccolo paese di circa 15 mila abitanti della Provincia di Rovigo, Lendinara, vive un ragazzo di nome Akim. Nella cittadina veneta lo conoscono quasi tutti, visto che da almeno cinque anni è l'attaccante principale della squadra del paese, la Lendinarese, società dal passato storico, che negli ultimi anni ha navigato tra Prima, Seconda e Terza categoria. La scorsa settimana, con una rete realizzata nel derby cittadino, il ventiquattrenne marocchino è diventato il miglior marcatore della storia del club.
Da Casablanca al Veneto. Akim è arrivato in Italia una decina di anni fa. Il suo amore per il calcio è sempre stato viscerale. Pur non conoscendo bene la lingua italiana, ha iniziato fin da subito a giocare con la squadra di Lendinara, facendosi notare per le sue ottime qualità tecniche, tanto da essere in breve tempo aggregato alla prima squadra. Con il passare degli anni ha preso confidenza con compagni e società ed è riuscito ad inserirsi sempre di più nella vita sociale del luogo.
Agli insulti rispondeva coi gol. Inizialmente, quando vari tifosi dalle tribune o alcuni avversari in campo gli urlavano il più classico degli insulti razzisti ("Negro di m...."), lui spesso cadeva in provocazioni e reagiva. Poi, crescendo, ha cominciato a rispondere con gol, dribbling, finte e doppi passi, lasciando spesso basiti sia compagni di squadra che gli stessi provocatori.
Ora ha un lavoro e una compagna. La sua integrazione, grazie alla forza di volontà e all'aiuto anche di tante persone che ormai lo considerano un vero lendinarese, si è completata negli ultimi tempi. Akim ha trovato una ragazza con la quale convive, ha un lavoro che gli permette di mantenersi e continua ad avere la stessa grande passione per il pallone di 10 anni fa. Tra allenamenti, nella fitta nebbia che offusca la pianura veneta nei mesi invernali, e partite domenicali, giocate con il sacrosanto obiettivo di far gol per far vincere la sua squadra, ha ancora tanta voglia di scrivere altre pagine per la sua società biancorossa e per la città che sembra averlo ormai adottato come idolo, non solo dal punto di vista sportivo.








