Due anni fa, una disastrosa crisi alimentare e nutrizionale toccava più di dieci milioni di persone nel Sahel, di cui due milioni in Ciad e sette in Niger. Se, all'epoca, un intervento umanitario aveva aiutato a salvare delle vite, occorre constatare però che era arrivato troppo tardi. Inoltre, John Ging, direttore della Divisione coordinamento e risposte OCHA New York, riconosce che non erano stati fatti abbastanza sforzi "per bloccare l'escalation della crisi quando era ancora nella sua fase iniziale". E' stato la settimana scorsa, in occasione della cerimonia del lancio del documento strategico sulla sicurezza alimentare e la nutrizione nel Sahel. Se questo documento è stato elaborato, è perché da qualche mese alcuni sistemi di allerta precoce avevano messo in luce delle tendenze inquietanti riguardanti le piogge e i raccolti nella zona saheliana. "Le crisi alimentari e nutrizionali non arrivano di sorpresa. Ma al contrario, sono notevolmente prevedibili. Si sviluppano lentamente, quindi dobbiamo essere capaci di seguirle e fermarle o, per lo meno, di attenuare il loro impatto" ha riconosciuto Ging.
In effetti, dopo la crisi alimentare del 2010, l'ottima campagna agricola del 2010-2011 nella regione del Sahel si è tradotta dall'inizio dell'anno in una forte disponibilità alimentare e in un abbassamento dei prezzi. Quella situazione, complessivamente favorevole, si è tuttavia accompagnata a forti differenze locali. Così, anche nel primo semestre del 2011, prima del periodo di transizione, la situazione alimentare restava preoccupante nelle zone agro-pastorali del Niger e del Ciad. Perché la campagna 2010-2011 non è bastata per risollevarsi dalla crisi del 2010.
In effetti, secondo questo documento, la debole capacità di resistenza delle popolazioni del Sahel di fronte alle crisi è una delle caratteristiche della regione, dove le famiglie non arrivano più, all'indomani di una crisi, a ricostituire il loro patrimonio prima che sopraggiunga lo choc seguente.
Secondo questo documento, le prospettive della stagione agricola 2011-2012 sono medie. Ciò si spiega con il fatto che le piogge sono arrivate tardivamente provocando ritardi nella semina, e a volte obbligando i contadini a seminare ancora. Le piogge sono state caratterizzate soprattutto dalla loro irregolarità con zone gravemente in deficit. Le zone più toccate da queste irregolarità pluviometriche sono l'ovest e il centro del Mali, il centro del Senegal, il sud e il sud-est della Mauritania, l'ovest e il centro-ovest del Niger, la striscia saheliana del Ciad e il nord del Burkina Faso. Così, verranno registrati abbassamenti significativi del rendimento e la produzione di biomassa disponibile per il bestiame sarà inferiore alla media, secondo le proiezioni dei redattori del documento strategico.
Traduzione di Barbara Ballardin
A questo fattore pluviometrico sono venuti a sommarsene degli altri. Per esempio quello legato al ritorno di varie centinaia di migliaia di lavoratori migranti della Libia o della Costa d'Avorio, a causa delle crisi che questi paesi hanno conosciuto nel 2011. Quei rientri hanno privato numerose famiglie povere dei trasferimenti di fondi dei migranti che li aiutavano a far fronte ai periodi difficili e sono venuti ad aumentare la domanda locale di prodotti alimentari, con il rischio di contribuire all'aumento dei prezzi.
E' dunque a fronte di tutti questi rischi che i partner umanitari, raggruppati in seno al gruppo di lavoro regionale sulla sicurezza alimentare e la nutrizione, hanno preparato il documento strategico che ha come obiettivo di rinforzare la preparazione di fronte alle crisi alimentari, pastorali e nutrizionali che potrebbero sopraggiungere durante il periodo di magra agro-pastorale nelle zone identificate come a rischio. Inoltre, questo documento va in appoggio agli sforzi già cominciati dalle differenti autorità nazionali. In effetti, vari paesi del Sahel hanno fin d'ora annunciato delle misure per limitare gli effetti negativi di questa situazione: piani di vendita dei cereali a prezzi sociali o distribuzione gratuita per i meno abbienti, distribuzione di foraggio ai piccoli allevatori, distribuzione di semenza e di attrezzi...








