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Sabato 18 Febbraio 2012 11:26

Top e flop della Coppa d'Africa

Scritto da  Enrico Turcato
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Dal miracolo Zambia allo sconfortante Senegal. Migliori, peggiori, sorprese e delusioni del torneo giocato in Guinea Equatoriale e Gabon.

can_supporterL'Africa regala l'ennesima favola calcistica. Il trionfo dello Zambia, nella competizione disputata in Gabon e Guinea Equatoriale, è infatti paragonabile all'impresa della Grecia all'Europeo di Portogallo nel 2004 o al terzo posto della Turchia ai Mondiali nippo-coreani. Anzi, la vittoria dei "Chipolopolo" (proiettili di rame ndr), capaci di sconfiggere prima Ghana e poi Costa d'Avorio, rappresenta probabilmente qualcosa di ancor più speciale e irripetibile. Scopriamo allora chi si è distinto nel mese di Coppa d'Africa, sia positivamente che negativamente.

TOP 5

Herve Renard (Zambia): 10+

L'allenatore dello Zambia ha inneggiato alla magia, ha profetizzato la vittoria, ha richiamato l'aiuto degli spiriti di Libreville, città dove si è giocata la finale e dove alla fine d'aprile del 1993 precipitò l'aereo della Nazionale di calcio, cancellando un'intera generazione. Diciamoci la verità: l'unica magia l'ha fatta lui. Nominato ct poche settimane prima della Coppa, ha allestito una squadra solida e rocciosa, di non professionisti, capace di difendere la propria porta e di punire in contropiede alla prima occasione.

Zambia: 10

Dieci a tutti, dal portiere Mweene al leader difensivo Sunzu, dal talentuoso Kalaba, alla coppia di bomber Mayuka-Katongo. Probabilmente fra qualche anno ci saremo già dimenticati di ognuno di loro, ma non dell'impresa corale e collettiva che hanno saputo compiere.

Pierre-Emerick Aubameyang (Gabon): 7,5

Attenzione al gabonese cresciuto nel vivaio del Milan. In Nazionale è un punto di riferimento a soli 21 anni. Ha segnato 3 gol nella competizione di casa e il suo Gabon ha totalizzato 9 punti nel girone, venendo eliminato ai quarti dal Mali ai rigori. Il Saint-Étienne gli ha appena prolungato il contratto fino al 2016. Scelta saggia.

Mali: 7

Era dal 1972 che il Mali non saliva sul podio della Coppa d'Africa. Un terzo posto meritato e l'attenuante di aver perso in semifinale per 1-0 in una gara tiratissima contro la ben più quotata Costa d'Avorio. Tra i maliani segnatevi questo nome: Cheikh Tidiane Diabaté. Ha 23 anni e gioca nel Bordeaux. Potrebbe diventare un big.

Masuhudu Alhassan (Ghana): 6,5

Ne avevamo già parlato ampiamente di questo ragazzo, diventato professionista quasi per caso e già protagonista nella Primavera del Genoa. In Coppa d'Africa si è dimostrato un utile jolly difensivo per il Ghana, con il quale ha collezionato 5 presenze nel torneo. Preziosi se lo coccolerà.

FLOP 5

Costa D'Avorio: 5

Non merita l'insufficienza grave perché comunque è arrivata in finale e ha concluso il torneo senza subire reti. Il punto è che se nella rosa si possono annoverare nomi del calibro di Drogba, Gervinho, Kalou, i due Tourè, la Coppa avrebbe dovuto essere senza problemi nelle mani degli "Elefanti" e non in Zambia. Arroganza e presunzione dei vari leader già citati non hanno permesso di ottenere la conquista del titolo. E ora che le stelle iniziano ad avere tutte più di 30 anni, la Costa d'Avorio si è accorta di aver "sprecato" completamente una generazione di potenziali fenomeni.

Drogba (Costa d'Avorio): 4,5

Non è per infierire, ma da Didier ci si attende ben altro. Tre gol in 6 presenze, ma poco presente (scusate il gioco di parole) nei momenti decisivi. Il rigore sbagliato in finale è un marchio indelebile: a Drogba, che ha 34 anni, un'occasione del genere non ricapiterà più.

Marocco: 4

Nonostante il calcio in Marocco sia vissuto più o meno come in Italia, la Nazionale non regala mai una gioia. E' dal secondo posto del 2004 in Tunisia che i "Leoni dell'Atlante" non riescono a mettere insieme una selezione decente. E se il miglior giocatore di questa edizione è stato Kharja, qualche domanda bisogna pur porsela.

Gyan Asamoah (Ghana): 2

Due, come i rigori sbagliati negli ultimi due anni dall'ex gioiello dell'Udinese. Se nel Mondiale sudafricano, il rigore calciato alto contro l'Uruguay era costato la semifinale, questa volta l'errore non permette alle "Black Stars" di andare a giocarsi la finale. Recidivo.

Senegal: 0

Zero punti, zero impegno, zero voglia di giocare. Zero. Il quarto di finale ottenuto al Mondiale 2002 sembra distante un secolo. E per i tifosi senegalesi non è stato certo positivo notare come la coppia di bomber Demba Ba-Papiss Cissè avesse in testa solamente il ritorno in Premier. Forse era troppa la voglia di giocare insieme al Newcastle, che per i due attaccanti è evidentemente molto più stimolante che rappresentare il proprio Paese.

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Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.

 

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