Italiano Deutsch English Francais Espanol Arabisch 
facebook

tongante

and 300x250

 

Quello che gli africani non dicono

Verso Expo 2015

Africa sport

Redazione

Abdoulaye Pap Kouma
DIRETTORE

Laura Silvia Battaglia
DIRETTORE EDITORIALE

Africa chiama Italia

Frecce

Diritto

I top della stagione 2012/2013

I top della stagione 2012/2013

Si sta avvicinando la fine della stagione calcistica europea. Un'annata nella quale sono emersi tanti talenti africani e si sono confermati ad alti li...

Cinque continenti, 90 film, un grande schermo

Cinque continenti, 90 film, un grande schermo

Al via a Milano la ventitreesima edizione del Festival del cinema africano, d'Asia e America latina. Quest'anno, occhi puntati sull'India, per i cen...

Virgem Margarida, un film racconta la storia dei campi di rieducazione del Mozambico

Virgem Margarida, un film racconta la storia dei campi di rieducazione del Mozambico

Un film in concorso a Milano al Festival di cinema africano, d'Asia e dell'America latina racconta un periodo della storia del Mozambico poco conosciu...

Senegal: 47 lottatrici contro la tubercolosi

Senegal: 47 lottatrici contro la tubercolosi

In Senegal la lotta alla tubercolosi è soprattutto un battaglia culturale. Ma con i giusti strumenti e grazie all'impegno di 47 donne, forse può esser...

  • I top della stagione 2012/2013
  • Cinque continenti, 90 film, un grande schermo
  • Virgem Margarida, un film racconta la storia dei campi di rieducazione del Mozambico
  • Senegal: 47 lottatrici contro la tubercolosi
Domenica 22 Aprile 2012 11:24

Cinema documentario e Cinema di fiction per parlare di accoglienza. E non solo

Scritto da  Alessandra Montesanto
Un giovane regista afghano, nel suo lavoro intitolato Auguri, racconta di Nasir, un conterraneo, sbarcato a Venezia e accolto in un centro per immigrati alla periferia di Mestre. Nasir è minorenne, ma per poco, e frequenta la scuola. Cosa ne sarà di lui quando compirà i diciotto anni?
benvitalia

Hevi Dilara presenta, nel documentario La vita per lei, la vicenda di Maria e Huda, rifugiati curdi, giunti ad Ercolano con la piccola figlia. Si tratta di un film che sprigiona il bisogno di riconoscimento, la voglia di esistere e di far sentire la propria voce anche solo attraverso una canzone popolare, attraverso quelle note e quelle parole che possono far finire in carcere chi osa intonarle.

Zakaria Mohamed Ali, da Mogadiscio, giornalista attento e sensibile che ora lavora in un centro per rifugiati di Roma, parla di Dadir - che dà il titolo anche al suo cortometraggio – una stella del calcio somalo, costretto a fuggire dal proprio Paese a causa della guerra civile. Tra pochi mesi Dadir giocherà in una squadra italiana di serie C.

Gli spettatori tifano per il lieto fine anche nel caso della coraggiosa protagonista di Chez Margherita, dell'ivoriano Hamed Dara: la donna ha lasciato il Burkina Faso per aprire un ristorante-ostello a Napoli e le difficoltà per tenerlo in attività sono tante anche perchè le manca la solidarietà dei suoi stessi connazionali...Queste sono alcune storie raccolte nel film collettivo intitolato Benvenuti in Italia, sostenuto dall'Archivio delle Memorie migranti e dalle fondazioni Open Society e Lettera 27.

Alcuni autori dei documentari avevano già qualche esperienza nel settore; altri, invece, non avevano mai utilizzato una videocamera e hanno, quindi, seguito un corso di formazione. Interessante anche il metodo di lavoro per la realizzazione di Benvenuti in Italia: le riprese sono state fatte a Venezia, Milano, Roma, Napoli (e dintorni) e ciascun ragazzo ha seguito il girato del proprio soggetto, ma si è occupato del suono dell'episodio di un altro partecipante. I giovani registi, inoltre, hanno potuto usufruire del tutoraggio da parte di Aline Hervé e di Liz Gelber, due esperte montatrici che hanno contribuito alla post-produzione di questo lavoro che propone uno sguardo sincero sul tema dell'accoglienza degli stranieri in Italia.

Anche la città di Torino (o meglio, la sua periferia desolante e fredda) è protagonista di un film, ma di fiction. Luminita è una ragazza rumena clandestina che sopravvive grazie ai furti il cui bottino viene spartito con i suoi padroni. Antonio è un uomo anziano e malato che, probabilmente, diventerà la prossima vittima della giovane donna. In Sette opere di misericordia (realizzato con un budget ridottissimo) i fratelli De Serio fanno corrispondere alla ferocia e alla ferinità di Luminita la meschinità e la violenza di Antonio e del suo collaboratore per un'indagine, a tinte fosche, sulla natura umana che può essere corrotta a volte per necessità e per disperazione, a volte per avidità o delirio di onnipotenza: e questo senza fare distinzioni tra giovani e vecchi, uomini e donne, stranieri e italiani. L'immagine salvifica è affidata ad un ragazzino moldavo che, attraverso una successione di "opere" che fungono da contrappasso ad azioni spregiudicate – accompagnerà Luminita verso l' espiazione.

1 comment

  • Comment Link people search japan Mercoledì 06 Marzo 2013 03:04 posted by people search japan

    You made several good points there. I did a search on the topic and
    found most people will have that the same opinion with your blog.

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated.
Basic HTML code is allowed.

Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.

 

Licenza Creative Commons
Assaman by Assaman Associazione Culturale is licensed under a Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported License.