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Quello che gli africani non dicono

Verso Expo 2015

Africa sport

Redazione

Abdoulaye Pap Kouma
DIRETTORE

Laura Silvia Battaglia
DIRETTORE EDITORIALE

Africa chiama Italia

Frecce

Diritto

Alessandra Montesanto

Alessandra Montesanto

Domenica 13 Novembre 2011 10:39

Amnesia, quando il teatro si fa storia

Una scenografia minimalista: palco spoglio, pochi oggetti. Contrasto di colore. Bianco e nero per la fotografia e per i costumi. Ma una compagnia di undici attori, uomini e donne, che comunicano con la potenza della mimica, del linguaggio del corpo e della propria voce. Questo è Amnesia, lo spettacolo scritto e diretto da Fadhel Jaibi, ospite del Piccolo Teatro Expo di Milano dal 26 al 28 ottobre 2011.
Il 7 gennaio 2010 a Rosarno, in Calabria, un giovane del Togo sta tornando alla ex Opera Sila, una fabbrica fatiscente, in cui dorme assieme ad altri 900 immigrati: alcuni colpi di una pistola ad aria compressa e il giovane perde la vita. Poco dopo, in un'altra ex fabbrica trasformata in dormitorio, altri due ragazzi extracomunitari africani vengono raggiunti dai colpi di un'arma.
Domenica 06 Novembre 2011 10:17

Tramedafrica: l'Africa al centro di Milano

Il continente africano è stato protagonista di una ricca manifestazione che si è svolta dal 12 al 25 settembre presso il Piccolo Teatro Grassi e il Piccolo Teatro Studio Expo, a Milano. Il titolo ? "TRAMEDAFRICA , XI festival tramedautore".
Sabato 05 Novembre 2011 17:11

Aljarida, due lingue per una sola rivista

Aljarida non è solo un "giornale", che poi è il significato di questa parola araba. Aljarida è un ponte d'informazioni che valica il Mediterraneo. Un progetto di sviluppo che cerca di tenere insieme le sponde del mare nostrum, ancora così lontane dal comprendersi. L'intervista è di Alessandra Montesanto.
Sabato 29 Ottobre 2011 13:47

LIBRI - Clandestinità

Clandestinità è stato scritto per un motivo semplice: come ha raccontato l'autore Paolo Borgna, vice procuratore della Repubblica a Torino, applicando tutti i giorni la nostra farraginosa legislazione sui flussi migratori, ci si è resi conto che, da un lato, vengono promesse sanzioni durissime nei confronti degli stranieri irregolari, dall'altro tutta la legislazione sembra costruita per produrre la clandestinità stessa.

Il vecchio leader socialista Pietro Nenni diceva: "Siamo uno Stato forte con i deboli e debole con i forti". Questo slogan è ripreso nel libro in cui il magistrato suggerisce alcune questioni e riflessioni relative al problema: si dichiara, ad esempio, molto critico nei confronti del reato di "clandestinità" (che per la legge, invece, è "l'irregolare presenza sul territorio dello Stato") perchè chi ha introdotto questo reato nella legislatura ha captato – soprattutto tra i ceti popolari – alcuni problemi seri connessi all'immigrazione e, anziché risolverli, ne ha fatto un vessillo da sventolare per un richiamo identitario o legato a problemi di sicurezza, gonfiando così le proprie vele di consenso elettorale. Si tratta, quindi, di una norma ideologica e di propaganda in quanto risulta impossibile criminalizzare tutti gli irregolari; la norma, inoltre, è ingiusta e inutile perchè fa spendere alla Procura molti soldi a causa delle infinite pratiche burocratiche senza raggiungere il risultato.

Il nostro non è un Paese razzista, ma l'amplificazione dei reati commessi dagli stranieri (un'amplificazione che c'è sempre stata e che una volta era a carico dei meridionali...) non aiuta la crescita culturale dei cittadini. E' anche vero, però, che almeno da quindici anni è stato commesso un errore – da parte della politica di sinistra – ovvero quello di sottovalutare la criminalità legata all'immigrazione, criminalità che non si può negare, congiunta alla difficoltà ulteriore di identificare, di volta in volta, gli autori dei reati. Si deve parlare, però, di una criminalità soprattutto ad "alto livello" ; è inutile, infatti, punire i lavavetri, come è stato proposto qualche anno fa. Ma, per approfondire questo argomento, si rimanda al secondo capitolo del libro.

Borgna sostiene, a questo proposito, che noi italiani siamo tanto generosi nell'accoglienza e riusciamo a rendere socialmente accettabili i grandi flussi migratori, tanto più riusciamo a dimostrare che le vere forme di criminalità (spaccio, furti, rapine, etc.) vengono represse in maniera adeguata: se non si riesce a dare risposte serie – anche a livello di repressione penale – non si riesce nemmeno ad essere credibili quando ci si fa portatori di soluzioni sui temi e sulle problematiche legate all'accoglienza. Per fare un altro esempio: il magistrato sostiene che sia necessario chiedere le impronte digitali al cittadino straniero per il rinnovo del permesso di soggiorno ("l'unica cosa buona della Bossi-Fini") perchè, se una persona commette sette-otto-dieci volte un reato e, ogni volta, rilascia un nome diverso senza esibire un documento, risulta difficile stabilirne la vera identità. E questo discorso vale anche per gli italiani.

Ma sono proprio tali situazioni a creare, tra i cittadini, il senso di insicurezza e di abbandono da parte dello Stato ed è importante, per questo motivo, che un magistrato conosca bene la realtà sociale che lo circonda e la materia reale su cui incide il suo operato.

Clandestinità (e altri errori di destra e sinistra)

di Paolo Brogna

Edizioni Laterza

Sabato 29 Ottobre 2011 13:10

Expo 2015, Milano chiama mondo

La città di Milano, probabilmente, riuscirà davvero a chiamare il mondo durante l'Expo 2015: il 24 ottobre scorso, infatti, in una sala delle Cariatidi di Palazzo Reale gremita di persone provenienti da tantissimi Paesi diversi, è stato presentato il programma di Expo rivolto proprio ai Paesi del sud della Terra. Riportiamo, di seguito, alcuni stralci degli interventi che fanno ben sperare per la riuscita dell'evento.
Martedì 25 Ottobre 2011 22:15

Immigrazione al femminile: Aicha è tornata

COOPI – Cooperazione Internazionale ONG Onlus propone – per quattro lunedì, nel mese di ottobre – una rassegna di documentari che vedono protagonisti luoghi, persone, storie del Sud del mondo.
Organizzato dal Gruppo Fotografico Progetto Immagine, associazione di volontariato culturale, con il sostegno del Comune e della Provincia di Lodi, il Festival di fotografia etica è giunto alla sua seconda edizione con un programma ricco di mostre, videoinstallazioni, workshop e dibattiti.
Domenica 16 Ottobre 2011 16:19

SPECIALE DOCUMENTI- La Carta dei migranti

Ecco la guida ai documenti fondamentali per capire l'immigrazione curata da Alessandra Montesanto.

"Le persone migranti sono bersaglio di politiche ingiuste. A detrimento dei diritti universalmente riconosciuti ad ogni persona umana, queste mettono gli esseri umani gli uni contro gli altri attraverso strategie discriminatorie, basate sulla preferenza nazionale, l'appartenenza etnica, religiosa o di genere".

Correva l'anno 1964. Il divario tra Nord e Sud del mondo non sembrava ancora così insanabile. Si poteva fare qualcosa per combattere quell'insensato squilibrio. È allora che è nata Mani tese, una ong che 47 anni dopo ha progetti in 14 Paesi sparsi fra America Latina, Asia e Africa. Oggi l'associazione ha un ufficio a Milano e due in Africa, il cuore pulsante dell'attività. Il capo area Advocacy e campagne, Giosuè De Salvo, ci racconta l'impegno di Mani tese nel Continente.
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Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 132 del marzo 2009.

 

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