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1° marzo 2010, una giornata senza di noi |
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Scritto da Abdoulaye Pap Khouma
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Lunedì 08 Febbraio 2010 15:31 |
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Daimarely Quintero, Nelly Diop, Stefania Ragusa e Cristina Sebastiani, donne di origini diverse e residenti a Milano, non sopportano più di dover vivere in un paese in cui gran parte dei media e della classe politica, per motivi puramente elettorali, incita all'odio reciproco e costruisce muri di incomprensione tra italiani e immigrati. Hanno promosso una battaglia pacifica e molto civile che finora non è capeggiata da nessun gruppo sindacale o partito politico: il primo marzo 2010, lo sciopero degli immigrati in Italia. La giornata sarà segnata dall'astensione del lavoro da immigrati e non, con raduni pacifici in diversi luoghi simbolici delle grandi città italiane. Per i lavoratori che non sono nelle condizioni di astenersi dal lavoro, il primo marzo potrebbe essere una giornata di sciopero totale dei consumi: nessuna spesa o comunicazione, anche i cellulari resteranno spenti. L'idea ha raccolto numerose e inaspettate adesioni da persone singole, associazioni di italiani e di stranieri. Si sono costituiti tanti comitati a livello nazionale. Le stesse iniziative sono previste il primo marzo in Francia e in Spagna. Non si tratta di uno sciopero etnico ma di una pacifica battaglia di civiltà.
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